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L'ombra di Dioniso

Una sociologia delle passioni

Michel Maffesoli

Garzanti - 1990

 

Dalla presentazione scritta da Francesco Alberoni si ricava che l’autore appartiene ad una scuola sociologica i cui temi centrali sono i seguenti (la formattazione del testo è mia): 

Le tesi sostenute da Maffesoli hanno suggerito ad Alberoni le seguenti obiezioni:

.... Arrivati a questo punto però sorge una domanda di carattere molto generale. Se il fondamento della vita e della società è il disordine e il caos, perché la vita e la società producono delle forme definite, delle differenze? Perché si STRUTTURANO con tanta pertinacia? Da dove viene, che senso ha questa tendenza all'INDIVIDUAZIONE, visto che è una perdita, un disseccamento, un esaurimento della spinta indifferenziata primigenia? Perché la vita, se ha la sua massima potenza nell'indistinto, non resta tale, polimorfismo promiscuo, disordine gioioso, nube ribollente in cui giocano le divinità e, invece, non cessa di produrre STRUTTURE, SIMMETRIE, PROGETTI?  Perché, fatto ancora più importante, il DISORDINE crea l'ORDINE?

.... a me sembra che si debba giocoforza ammettere che la vita e la società anche nelle forme più entusiastiche e passionali abbiano dentro di sé, fin dall'inizio, una tensione verso il compimento, una spinta a diventare qualcosa. Se non si vuole che sia così, bisogna opporvisi attivamente, con un progetto opposto. Come fa, per esempio, il buddismo che cerca di spegnere la sete di vivere per impedire la rinascita, la reincarnazione, il ricominciamento dell'illusione,.... del tempo lineare e, quindi, della forma e del numero.... Anche le sette estatiche che hanno posto al centro del culto l'orgia erotica hanno edificato una istituzione. Non sono disordine, sono un particolare tipo di ordine. E infatti hanno criteri di ammissione, cerimoniali, leggi, regolamenti, infrazioni e punizioni come ogni società strutturata. Dopo la fase divina dello "stato nascente" tutto è istituzione, anche il comunismo erotico, non solo il comunismo dei beni.

Ma tanto le ricerche fisiche come quelle socio-psicologiche hanno mostrato che, in realtà, qualunque stato magmatico, caotico, non è mai puro disordine, indifferenza. Dietro i fenomeni apparentemente più indifferenziati come l'ebollizione dell'acqua, la fluttuazione delle molecole d'acqua nelle nubi, o dei microorganismi in un lago, vi sono sempre delle STRUTTURE.


Condivido tutto quello che ha scritto Alberoni e che ho riportato qui sopra. Nella presentazione e nel libro c'è anche dell'altro ma, come sono solito fare in queste mie recensioni, vi invito a leggere l'originale se l'argomento stuzzica la vostra curiosità. Per quanto mi riguarda, voglio solo aggiungere alcune considerazioni che non pretendono di elevarsi molto al di sopra di quel senso comune tanto disprezzato dai "cervelloni". E comincio dalla dedica del libro:

"Alla memoria di mio padre, minatore di fondo, che dall'età di quattordici anni ha pagato un pesante tributo all'ideologia prometeica".


Se il padre, anziché lavorare in miniera come ha fatto, si fosse dedicato alle attività alternative esaltate da Maffesoli con tanto entusiasmo e calore, cioè al gioco, al dispendio, al consumo, all'improduttivo, alla dissipazione, alla gioia, lui, il figlio, avrebbe potuto studiare, laurearsi, insegnare all'università e dedicarsi alle sue ricerche sociologiche? Chiedo scusa per questa mia osservazione così rozza e volgare ma gli intellettuali, abituati a perdersi nelle altezze sublimi della stratosfera, ogni tanto devono essere riportati con i piedi sulla terra altrimenti perdono il contatto con la realtà della vita concreta. Se non lo fanno loro, dovremmo farlo almeno noi che li leggiamo.

A me sembra che anche di Maffesoli si potrebbe dire che appartiene alla numerosissima schiera di persone che sputano nel piatto in cui hanno mangiato. A voler essere più "soft", potremmo dire che manca di sufficiente consapevolezza dei dati di fatto reali. Per potersi dedicare al gioco è necessario essersi procurato, prima, il necessario per vivere. Per potersi dedicare alla dissipazione e al consumo è necessario, prima, avere prodotto, altrimenti cosa dissipiamo-consumiamo?

A me sembra che anche nelle rarissime società in cui venivano praticati il gioco, il dispendio, l'improduttivo, la dissipazione e la gioia, doveva esserci per forza anche qualcuno che PRODUCEVA quello che veniva dissipato. Ma non basta, chi DISSIPAVA non lo faceva per la GIOIA che poteva ricavarne, ma per il POTERE che la dissipazione si proponeva di testimoniare. Cioè uno scopo totalmente diverso da quello ipotizzato dall'autore del libro.

Quello di Maffesoli nei confronti della vita è il solito atteggiamento non equilibrato di chi dipinge il mondo in bianco e nero: da una parte il dolore e il lavoro massacrante, dall'altra la gioia, il gioco, il dispendio, il consumo, la dissipazione. Conosciamo bene questo tipo di atteggiamento che caratterizza le personalità non maturate a sufficienza.

Sarei d'accordo con Maffesoli se si limitasse a denunciare e deprecare il ritmo frenetico delle attività alle quali si dedicano gli uomini nella società attuale, ma lui si spinge molto più in là, auspica la dissoluzione dell'individuo dotato di consapevolezza cosciente, propugna la "dispersione dell'individuo in un soggetto collettivo". Ecco altre sue espressioni eloquenti: ".... l'io si diluisce in un'entità.... più confusionale". "Solo entro e mediante il collettivo tutti possono fiorire". "L'effervescenza dionisiaca", ".... l'orgia è una condensazione dell'accordo simpatico con il cosmo e con gli altri".

Perché, secondo Maffesoli, è nell'orgia che si ottiene il risultato da lui desiderato, solo nell'orgia si realizza la fusione totale e panica, la scomparsa dei limiti che rendono possibile la formazione dell'individuo. Ora, l'obiezione che io intendo sollevare contro questa tesi non prenderà i suoi argomenti dal mondo della morale. È l'assolutizzazione e l'esaltazione del concetto di INDEFINITO-INDISTINTO-INDIFFERENZIATO che non mi convince affatto. Dove troviamo - attorno a noi e dentro di noi - esempi della condizione senza confini magnificata da Maffesoli? Lui dice nell'orgia, ma su questo gli ha ben risposto Alberoni. Io aggiungo che gli stessi Saturnali - feste popolari caratterizzate da baldorie e da licenza sfrenata che venivano celebrate nell'antica Roma - erano contenuti entro limiti temporali precisi, cioè a chiusura dell'anno vecchio e ad apertura dell'anno nuovo. Dovunque portiamo l'attenzione, attorno a noi e dentro di noi, troviamo sempre e soltanto situazioni in cui c'è un qualcosa che si MUOVE all'interno di CONFINI ben precisi. E quando si verifica un CAMBIAMENTO, si tratta sempre di un passaggio da uno STATO ad un altro STATO cioè da una CONFIGURAZIONE ad un'altra CONFIGURAZIONE, anche quando il cambiamento è graduale come il processo dell'invecchiare. Ecco alcuni esempi a sostegno della mia tesi:

  • L'atomo di ogni elemento è formato da un nucleo che ha un numero preciso di protoni attorno ai quali ruota un altrettanto preciso numero di elettroni. Quando cambia qualcosa, si passa dall'ORDINE che caratterizza quell'atomo all'ORDINE che caratterizza un altro atomo, oppure lo ione dello stesso elemento.

  • Il maggiore problema che dovette risolvere Enrico Fermi quando costruì la prima pila atomica fu quello di mantenere il CONTROLLO della reazione che si avvia una volta raggiunta la "massa critica", cioè la quantità minima di materiale fissile che consente l'innesco spontaneo di una reazione nucleare a catena.

  • Il sistema solare è tale perché i pianeti si muovono su orbite ben precise, e lì restano.

  • Il tanto discusso "effetto serra" dimostra che la concentrazione di anidride carbonica non può superare precisi limiti, pena l'estinzione della vita sulla terra. Lo stesso può essere detto per tutte le altre variabili atmosferiche.

  • La vita umana è possibile solo finché gli innumerevoli parametri che la contraddistinguono si mantengono entro confini ben precisi, sia in alto che in basso: temperatura, acidità, pressione sanguigna, glicemia, azotemia, ecc. Per le altre specie viventi vale un discorso analogo.

  • Il sangue deve circolare mantenendosi all'interno delle vene e delle arterie. L'aria deve rimanere all'interno dell'apparato respiratorio. Gli impulsi elettrici devono circolare all'interno delle fibre nervose. Il cibo che ingoiamo deve transitare all'interno dell'apparato digerente, e quella parte che ne esce lo fa secondo processi ben precisi e stabiliti. Il mancato rispetto di una qualsiasi di queste condizioni costituisce sempre una patologia da curare cioè da eliminare.

  • I fiumi sono apportatori di vita solo finché scorrono entro i loro argini. Quando escono dall'alveo si parla di inondazione e tutti scappano. L'unico caso che sembrerebbe contraddire la regola, cioè il Nilo con le sue inondazioni apportatrici di fertilità, in realtà la conferma perché quelle inondazioni hanno un INIZIO e una FINE.

  • Il mare diventa apportatore di morte e distruzione quando esce dalla sua area e si trasforma in "tsunami".

  • La corrente elettrica è utile soltanto finché scorre negli appositi cavi. Quando ne esce, si ha il corto circuito o la FOLGORAZIONE.

  • Quando parliamo di SOVRAPPOPOLAZIONE della Terra, cosa vogliamo dire? Semplicemente che esiste un LIMITE, magari difficile da determinare con precisione, oltre il quale la Terrà non ce la farà più ad alimentare tutti i suoi abitanti.

  • La stessa vita sociale è possibile in quanto è regolata da leggi, che possiamo cambiare, ma non eliminare del tutto. L'anarchia esiste solo a livello di aspirazione, di desiderio, di utopia.


Secondo me, è sbagliato porre il problema in termini di ALTERNATIVA NETTA tra i termini delle seguente coppie:

  • Stato MAGMATICO o stato caratterizzato dalla FORMA, cioè SFONDO oppure GESTALT?

  • COLLETTIVO o INDIVIDUO?

  • Forza CENTRIFUGA o forza CENTRIPETA?

  • RIVOLUZIONE o ISTITUZIONE?

  • SPONTANEITÀ o RIGIDITÀ?

  • SIMBOLO o DEFINIZIONE concettuale, verbalizzata?

  • RIFORMISMO o CONSERVAZIONE?

  • INCONSCIO o COSCIENZA?

  • PUBBLICO o PRIVATO?

  • DISSIPAZIONE o ACCUMULAZIONE?

  • DIONISO o APOLLO?

Se esistesse soltanto lo SFONDO, la nostra mente sarebbe vuota di concetti. Di più, la mente così come la conosciamo non esisterebbe neppure. E la FORMA senza lo SFONDO è addirittura impossibile da concepire. Che senso avrebbe un fiore in un universo in cui non esistesse niente altro?

Il COLLETTIVO totale non esiste neppure nell'alveare. Infatti lì c'è la regina che è unica. E le api non hanno tutte le stesse funzioni, anche a non voler considerare la distinzione fatta in base al sesso.

Quando prevale soltanto la forza CENTRIFUGA allo stato puro, si ha l'esplosione o la disintegrazione. Quando, viceversa, prevale la forza CENTRIPETA allo stato puro, si ha l'implosione. L'universo si espande? A prescindere dal fatto che qualche scienziato non lo crede, se anche fosse, lo fa soltanto a livello delle dimensioni astronomiche. Nel "big bang" iniziale non esisteva niente di effettivo, tutto era solo potenziale. All'altro estremo si collocano i "buchi neri" i quali, in modo analogo, rappresentano la scomparsa e l'annullamento di tutta la materia così come la sperimentiamo quotidianamente.

Conoscete un solo caso, nella storia, di RIVOLUZIONE PERMANENTE effettiva, cioè di durata illimitata? Quella di cui parlava TROTSKIJ era solo una teoria politica, non una realtà concreta.

La SPONTANEITÀ totale è solo quella dell'animale, il quale soddisfa tutti i suoi bisogni all'istante, senza tenere conto del contesto in cui si trova.

Il SIMBOLO può essere vissuto totalmente solo a livello individuale (quando ci si riesce). Appena esce dall'ambito del vissuto individuale ed entra nel circuito comunicativo non può più prescindere dalla DEFINIZIONE, almeno approssimativa.

Le RIFORME non sempre risultano migliori di quello che è stato riformato. E quando vengono perseguite per se stesse, tanto per cambiare, finiscono per caratterizzare un comportamento coatto. Né, d'altra parte, la conservazione è sempre e soltanto conservazione di privilegi. 

Per la coppia INCONSCIO-COSCIENZA vi rimando al mio articolo "C.G. Jung" nel quale, vi anticipo, esprimo il rifiuto della scelta fatta sulla base dell'AUT-AUT.

Personalmente, non riesco nemmeno ad immaginare una società in cui tutto sia PUBBLICO. Altrettanto inimmaginabile è un'esistenza totalmente PRIVATA.

Per quanto riguarda le ultime due coppie dell'elenco puntato che ho riportato sopra, il mio punto di vista è contenuto nel presente articolo.

Si potrebbe concludere dicendo che nel mondo in cui viviamo ogni cosa esistente è il risultato di una MISCELA, in proporzioni più o meno variabili, dei due termini delle coppie sopra elencate. La tesi sostenuta da Maffesoli, pertanto, a me sembra unilaterale in quanto prende in considerazione ed esalta uno solo degli elementi delle coppie, concentrando tutte le negatività nell'altro. A dire il vero, in qualche punto del suo libro egli dice che lo stato INDIFFERENZIATO non deve essere permanente ma temporaneo, cioè deve servire per il "reintegro" delle energie dell'uomo e della società. Ora, chi volesse fare una scommessa su questo punto e sostenere che lui non lo dice, la perderebbe ma resta pur sempre il fatto che, in un libro di 142  pagine, questa precisazione occupa a malapena una o due righe, mentre tutto il resto è occupato da una continua e unilaterale esaltazione della rottura del LIMITE, del CONFINE, della REGOLA, della NORMA, dell'INDIVIDUO.

Non varrebbe la pena di confutare la tesi di Maffesoli se essa non si prestasse a fornire una dignità e una giustificazione teorica all'attuale moda dello "sballo" che fa tante vittime tra i giovani e i meno giovani. Questo mio articolo non produrrà grandi cambiamenti nel modo di pensare di queste persone, me ne rendo conto. Diciamo, allora, che servirà soltanto per mettermi in pace con la mia coscienza, nel senso che almeno avrò fatto quello che mi sembrava di dover fare. Niente di più.

 

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