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Fascisti?


Il 6 settembre 2009 Giordano Bruno Guerri ha pubblicato nel suo blog un articolo con lo stesso titolo. Avrei voluto riportarlo qui ma, non sapendo se la legge sul copyright me lo consente, mi limito a riportare soltanto il mio commento. Potete trovare l'articolo di Guerri a questo indirizzo:  

http://www.giordanobrunoguerri.it/gbgblog/default.htm

 

 

 

 

Per Tommaso: se tu indossi la camicia nera sei fascista? No, evidentemente. Per meritarti una qualifica del genere hai bisogno di possedere molte altre caratteristiche. Quella è una soltanto e direi neanche la più importante.

Se io volessi schiacciarti sotto un peso enorme avrei a disposizione due sistemi, uno faticosissimo e un altro invece facile facile. Potrei mettermi alla ricerca di tanti sassi piccoli e caricarteli addosso uno alla volta oppure potrei utilizzare un unico masso enorme che ho già pronto e a portata di mano, per giunta. Pensi che sceglierei il primo sistema? Mi credi così scemo?

Le “parole-mine” di cui ho parlato in un mio post precedente servono appunto a questo, a schiacciare un nemico con una sola operazione facile, semplice, rapida e dall’effetto garantito. I nazisti per esempio avevano quella di “giudeo” e anche i cattolici di una volta, per loro infatti era sinonimo di “deicida”. I comunisti ne avevano fabbricate parecchie: “fascista”, “borghese”, “socialdemocratico”, “riformista”, “deviazionista”, “trotskista”, ecc.

I manipolatori usano le “parole-mine” perché non vogliono che le masse PENSINO, a loro basta che REAGISCANO EMOTIVAMENTE. Le “parole-mine” sono fabbricate per produrre questo effetto specifico e sono usate per ottenere proprio questo risultato. Il loro diffusissimo impiego si spiega così. Le persone che vogliono usare il proprio cervello, cioè quelle che non vogliono essere MANIPOLATE, dovrebbero diffidarne istintivamente. Costa fatica, lo so, ma è il prezzo da pagare se vogliamo essere davvero liberi.

10 Settembre 2009

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